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Comitato Ferdinando Panciatichi Ximenes d'Aragona (Comitato FPXA - 1813-2013)

 

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PENCO 
"PAGA E DIFENDE"

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La storia (quasi leggendaria) di "Penco", la statua raffigurante un soldato napoleonico, rimasta per un secolo e mezzo sul tetto della fattoria della Loggia a Leccio (di proprietà della famiglia Ximenes, già proprietaria del Castello di Sammezzano) nel Comune di Reggello e del progetto per la sua valorizzazione.

La storia di Penco
Le notizie contenute in questa pagina sono estratte da un articolo pubblicato dallo storico locale IVO Becattini sul settimanale "Corrispondenze"

Nel 1595 il Granduca di Toscana, Ferdinando I° vendette il Castello di Sammezzano, con la sua immensa tenuta, agli Ximenes d’Aragona, famiglia di origine portoghese, il cui capostipite fu un ebreo spagnolo che, convertitosi al cristianesimo, assunse il cognome del suo padrino di Battesimo, uno Ximenes d’ Aragona, appunto.

Nel 1747 nacque a Firenze Ferdinando Ximenes d’Aragona, il quale fu l’ultimo discendente maschio  della famiglia avendo un’unica sorella, Vittoria, nata nel 1748, che nel 1762 andò in sposa a Niccolò Panciatichi. Nel 1770, sotto la spinta del Granduca Pietro Leopoldo, si procedette al restauro delle case di contadini e dello stesso Sammezzano (che all’epoca non aveva l’aspetto orientaleggiante di oggi) e  l’amministrazione della tenuta fu trasferita a Leccio nella fattoria della Loggia.

Ferdinando, descritto come uomo di poca intelligenza, amava viaggiare all’estero e nel 1788 giunse a Parigi dove trovò chi se ne approfittò per estorcere le sue ricchezze.

L'11 agosto 1789, in piena Rivoluzione Francese, sposa Carlotte De Lasteyrie, figlia di Gian Carlo, marchese di Saillant e conte di Combour, gentiluomo della corte di Luigi XVI. Carlotte era nipote da parte di madre di Gabriel-Honoré Riquetti,  conte di Mirabeau, lo straordinario oratore dell’Assemblea Nazionale della rivoluzione. Da sempre alle prese con debiti di gioco e di altra natura, evidentemente non era rimasto insensibile alle  ricchezze dello Ximenes ed aveva organizzato il matrimonio della nipote.

La famiglia De Lasteyrie, di originarie simpatie rivoluzionarie e che parteggiò successivamente per Napoleone, riuscì ad avere in pugno lo Ximenes e un loro emissario (Antonio Unis) fu nominato  amministratore dei beni di Ferdinando Ximenes.

Fu così che quando la Francia inviò a Firenze nel 1796, dopo il trattato di alleanza con la Toscana il cittadino Andrea Francesco Miot come suo ambasciatore, questi trasferì l’Ambasciata di Francia a Firenze nel Palazzo Ximenes in Borgo Pinti su concessione dei De Lasteyrie, ma ancora di proprietà degli Ximenes d'Aragona. 

La fattoria della Loggia provvedeva ogni giorno al cibo per i dipendenti e forniva il vino ed il famoso vin santo di Leccio che veniva inviato anche a Parigi.

E proprio a Palazzo Ximenes alloggiò Napoleone il 30 giugno ed il 1 luglio1796 quando venne a far visita al Granduca Ferdinando III nella sua veste di generale capo dell’Armata d’Italia.

Il giorno di Pasqua del 1799, il 22 marzo, le truppe francesi occuparono Firenze. Ferdinando III  abbandonò la reggia ed il cittadino Rovani venne eletto Presidente del Buon Governo. Nei primi giorni di aprile il cittadino Reihnard s’insediò a palazzo Ximenes come Commissario della Repubblica

Francese.

(tratto da "Penco di Leccio" di Ivo Becattini. Pubblicato  sul periodico della Diocesi di Fiesole "Corrispondenza" n. 20, anno XV, numero 1 del 6 luglio 1995)

L'ASPETTO DELLA STATUA DI PENCO

Della statua di Penco esistono al momento:

 

1.     Un cabreo del 1818;

 

2.     La foto del 1935 pubblicata su la rivista “Corrispondenza” insieme all'articolo scritto da Ivo Becattini [*];

 

3.     La fotocopia di una foto in pessime condizioni;

 

4.     Una foto presumibilmente metà anni 800.

 

Il cabreo contenuto in un libro che si trovava a Sammezzano è stato fortunatamente pubblicato e quindi possiamo riproporla. Se si ingrandisce si può vedere che la statua aveva un braccio alzato con una spada che non è presente nelle successive foto. Tuttavia, non possiamo avere una idea perfetta delle sembianze e caratteristiche della statua che sembrerebbe addirittura colorata:

* Periodico della Diocesi di Fiesole. Il numero cui si fa riferimento è il numero sequenziale 20, anno XV, numero 1 del 6 luglio 1995.

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PARTICOLARE DELLA STATUA SUL TETTO

La statua, come riferisce Ivo Becattini nell'articolo citato, era probabilmente in terracotta (tegole e tegolini) e raffigurava un soldato napoleonico (in base al copricapo caratteristico) che aveva una borsa nella destra e un fucile nella sinistra. Davanti si può chiaramente scorgere la scritta "Paga e difende". Da questa frase ne era derivata un’altra diventata piuttosto famosa:"Chi va a Firenze e soldi spende, passa da Leccio e Penco glieli rende!! Ancora capita di sentir dire: Chi paga? Paga Penco!!!

CABREO DEL 1818

L'immagine (detta anche cabreo)  fa parte di un inventario dei beni della famiglia Ximenes cui apparteneva la Fattoria della Loggia a Leccio. Ingrandendo l'immagine si può ipotizzare che la statua avesse un braccio alzato, poi andato danneggiato

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LA FATTORIA DI LECCIO NEL 1935

Questa è  l'immagine migliore della statua, ma non consente di identificare l'aspetto preciso che poteva avere. Nella didascalia della foto comparsa sull'articolo di Ivo Becattini  su "Corrispondenze" viene indicato l'anno 1935 e che la statua rappresenta “un generale francese”. L’articolo parla di “soldato”.

La statua che si vedeva da lontano

L'immagine è di cattiva qualità. Non è dunque utile per identificare le caratteristiche della statua ma, essendo realizzata da una prospettiva diversa,  dimostra che la statua era comunque molto visibile.

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La leggenda di penco diventa popolare in tutto il valdarno

La quarta immagine di cui non conosciamo data (presumibilmente metà ‘800) e provenienza, mostra la vita che si svolgeva nel paese al di qua del “Borro di Leccio” ma anch’essa non consente di definire esattamente le fattezze della statua, che rimase nella stessa posizione per un secolo e mezzo. Finche, in occasione della dichiarazione di guerra  alla Francia da parte di Mussolini nel 1940 la statua fu buttata giu dai fascisti leccesi.

 

Bino Binazzi, il poeta e scrittore figlinese, nel 1915 scrisse a Giovanni Papini con queste parole "Un'altra volta, quando tu voglia alludere a me per sbertucciarmi, sappi che non è esatto citar Prato. Io son nato in un paese assai più rustico e meno illustre: a Figline distante nove miglia dal Bombone ed ho alimentato la mia infanzia artistica conb l'ammirazione di Penco di Leccio (quello che paga e difende, domandalo a Soffici) e di quel magnifico bombon di cioccolata e zucchero che è la Villa di San Mezzano"

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Dal soldatino di piombo....

Quindi, il cabreo e le foto oggi in nostro possesso non consentono un’esatta riproduzione delle sembianze della statua. Per valutare la possibilità di “riprodurre” la statua si è reso pertanto necessario trovare un modello cui ispirarsi. Questo modello è stato individuato in un soldato in piombo contenuto nella collezione Predieri conservata presso la sede della Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze, rappresentante lo stessoNapoleone, che assomiglia in maniera impressionante al nostro Penco.

Il soldatino è stato scansionato, ricavandone una copia digitale che consentirà la stampa 3D del nuovo Penco con le finiture in bronzo. Tale compito sarà portato avanti dal team della Professoressa Grazia Tucci, del Dipartimento di Ingegneria Civile ed ambientale dell’Università di Firenze, lo stesso team che, fra le altre cose, ha realizzato la copia del David esposta in occasione dell’Expo a Dubai nel 2020.

... alla statua

La statua sarà posta nella Piazza D, Manin di Leccio lungo la SP 17 la statua dovrà avere caratteristiche di robustezza e resistenza per resistere eventi metereologici e anche per atti vandalici secondo il progetto pensato dall’ architetta Annalisa Trafficante (v. tavola sotto)

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Progetto complessivo

La realizzazione della statua è la fase culminante del progetto, che tuttavia sarà preceduto ed accompagnato da una serie di eventi di contorno tra cui:

17 aprile 2024 - presentazione al pubblico del progetto (Circolo Arci Leccio);

12 ottobre 2024 -  tavola rotonda con esperti sul periodo francese del valdarno (Biblioteca del comune di Reggello);

 

19 ottobre 2024 - Inaugurazione statua di Penco. A seguire evento in costume

 

Iniziative presso le scuole elemetari e medie di Reggello con animazione teatrale e giochi a tema;

 

Realizzazione di una storia illustrata a fumetti dedicata agli studenti, in cui viene narrata la storia della statua, ed il momento storico in cui venne realizzata. Attraverso la pubblicazione i ragazzi verranno coinvolti in una loro rivisitazione del personaggio "Penco";

In occasione della 50° edizione delle Sagra di Penco saranno proposte oltre a performance teatrali, balli e sfilate di costumi del periodo “napoleonica”.

 

II costo complessivo è stimabile in circa Euro 20.000,00. Il maggior costo sarà rappresentato dalla statua con circa 15.000 euro. La spesa sarà sostenuta in parte dal nostro comitato (fino a euro 6.000,00). Per la restante parte si cercherà il supporto delle principali realtà economiche del territorio.

VOCE DI COSTO

IMPORTO

STATUA PENCO

15.000,00

LIBRETTO SCUOLE

1.500,00

PROGETTO GRAFICO

1.000,00

MATERIALE PUBBLICITARIO STAMPA

2.000,00

ACQUISTO MATERIALI VARI

500,00

TOTALE

20.000,00

L’iniziativa ha ottenuto il patrocinio di importanti enti, tra i quali il Comune di Reggello, l’Università di Firenze - Dipartimento di Ingegneria civile ed ambientale (DIRCEA), l’Accademia Valdarnese del Poggio di Montevarchi oltre che di tutte le associazioni del paese di Leccio.

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Progetto Penco Paga e Difende

 

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intestato a: “10 marzo 1813 – 2013 – Comitato 200 anni nascita del Marchese  Ximenes"

 

Beneficiario “10 marzo 1813 – 2013 – comitato per i duecento anni dalla nascita del Marchese Ferdinando Panciatichi Ximenes d’Aragona"

 

Grazie!

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